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Rai 13 febbraio 2026

Usigrai, Macheda: «Adesione massiccia allo sciopero delle firme»

Adesione «massiccia» allo sciopero delle firme dei giornalisti Rai, da parte «sia dei colleghi dei Tg che di quelli dei Gr». Così il segretario dell’Usigrai Daniele Macheda all’Ansa, venerdì 13 febbraio 2026.

«In questo modo – aggiunge – le colleghe e i colleghi hanno voluto segnalare la loro solidarietà ai colleghi di Rai Sport richiedendo all’azienda di assumersi la responsabilità rispetto alle scelte fatte» e su quanto accaduto «alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali».

Nell’edizione delle 8 del Tg1 alcuni, pochi, giornalisti hanno deciso di lasciare le loro firme sui servizi fatti, per lo più su fatti del giorno precedente. «Sono pochi rispetto alla maggioranza dei colleghi che ha scelto di mostrare sensibilità per quanto accaduto», rileva ancora Macheda.

«Oggi – rimarca una nota dell’Esecutivo Usigrai diffusa nel pomeriggio – dalle giornaliste e dai giornalisti Rai è arrivato un segnale chiaro all’azienda sull’urgenza di assumere decisioni capaci di tutelare l’immagine e il ruolo del Servizio Pubblico. A poco è servito il comunicato alternativo autorizzato dall’azienda, con il quale si è tentato di disorientare telespettatori e radioascoltatori rispetto al comunicato sindacale di Usigrai che ha accompagnato il ritiro delle firme in tutte le redazioni».

Per l’Usigrai, «l’adesione alla protesta è stata massiccia anche perché risponde alla richiesta, che arriva da ogni parte, di tutelare il prodotto Rai, il ruolo del Servizio Pubblico, il lavoro di colleghe e colleghi che quotidianamente sono impegnati a raccontare con precisione e professionalità queste Olimpiadi. La protesta della redazione di Rai Sport oggi è la protesta di tutte le giornaliste e i giornalisti della Rai che chiedono una sola cosa a questo vertice: ristabilire con decisioni chiare la credibilità di un’Azienda che in oltre cento anni di storia non aveva mai vissuto un momento così basso».

In definitiva, «la gravità e la visibilità nazionale e internazionale di quanto accaduto non può essere taciuta, anche perché ne parla tutto il mondo. Il silenzio – conclude l’Esecutivo Usigrai – non può essere la soluzione e oggi le colleghe e i colleghi lo hanno detto chiaramente».

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