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Lavoro autonomo 27 febbraio 2026

Clan Fnsi: «No a eventuali tabelle che non rappresentino un compenso davvero equo per il lavoro giornalistico»

«Gli editori hanno presentato al tavolo dell’equo compenso una proposta peggiorativa rispetto a quella del 2014, nonostante quelle tabelle siano state bocciate da Tar e da Consiglio di Stato. Ci pare evidente l’intenzione di fare saltare il tavolo prima ancora di aprirlo». È quanto si legge in un documento approvato dalla Commissione lavoro autonomo nazionale della Fnsi riunita venerdì 27 febbraio 2026.

«È inoltre scandaloso da parte degli editori – prosegue la Clan Fnsi – minacciare tagli sulle collaborazioni in caso di compensi più alti. L’anomalia è stata poter utilizzare impunemente forza lavoro in condizioni di semischiavitù, cosa che non è consentita ad alcuna impresa in Italia. È evidente che l’applicazione di compensi equi comporterà una rivoluzione nell’organizzazione delle aziende editoriali, ma questo è un passo essenziale verso la civiltà e la dignità del lavoro, oltre che la chiave per migliorare la qualità dell’informazione nel nostro Paese. Che i giornalisti collaboratori vivano vicini alla soglia di povertà, del resto, lo dicono i numeri del nostro Istituto di previdenza».

Tuttavia, «nonostante l’esistenza di una legge speciale per i giornalisti e di altre due leggi che riguardano l’equo compenso per i professionisti, il governo – aggiungono i rappresentanti dei giornalisti lavoratori autonomi – sta pensando a un ulteriore strumento normativo che stabilirà quali dovranno essere i compensi minimi. A questo provvedimento si accompagnerà anche un finanziamento per le imprese che ammortizzeranno i costi (solo teoricamente) più alti dei pagamenti ai collaboratori grazie al credito di imposta. Non si capisce perché il ministero della Giustizia, oltre all’Ordine, che per legge sul tema è il solo interlocutore istituzionale, abbia udito anche le associazioni datoriali, che, fino a prova contraria, rappresentano una parte sociale. Come peraltro il sindacato dei giornalisti, che invece non è stato sentito. Quindi una procedura e un merito di consultazione inquietante, per ciò che prospetta».

La Commissione lavoro autonomo nazionale della Fnsi «chiede alla segreteria e alla Giunta di attivare ogni forma di protesta perché non venga chiuso il tavolo per l’equo compenso e di impugnare eventuali tabelle che non rappresentino un compenso davvero equo per il lavoro giornalistico».

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